di Andrea Mascaretti                                                                                                                                                                                                                             31592353_s                  Molti ne parlano. Sarà sicuramente uno degli argomenti “caldi” dibattuti sotto l’ombrellone, ma anche uno di quelli affrontati nei convegni scientifici di questo 2015. Gli insetti commestibili, rappresentano ancora una sorta di tabu per molti occidentali e in Italia, patria del buon cibo, sono quasi innominabili. Eppure, da quando è iniziata Expo, l’interesse è cresciuto notevolmente e, di insetti commestibili, si sono occupati i principali quotidiani e tg nazionali. Non tutti la pensano allo stesso modo, ci sono molti pregiudizi, molte paure e ancora molta disinformazione, ma c’è anche chi li guarda con interesse, chi li crede il vero cibo del futuro e chi li considera semplicemente piatto di tendenza. Certamente coloro che hanno viaggiato molto li hanno già incontrati e spesso gustati, ma in realtà, per quanto possa sembrare strano, non rappresentano una novità nel nostro continente ne, tantomeno, nel Belpaese. Addirittura Aristotele, filosofo e scienziato, cresciuto nella Grecia di oltre duemila e trecento anni fa, era un entomofago e scriveva, nell’Historia Animalium, che le cicale hanno un’ottimo sapore. Anche Plinio il Vecchio, alcuni secoli più tardi, raccontava che nell’antica Roma si mangiavano gli insetti. Ai giorni nostri, si stima che due miliardi di persone, quasi un terzo dell’intera popolazione, segua una dieta nella quale sono presenti gli insetti. Hanno una bassa impronta ambientale, cioè per produrli servono pochi vegetali, poca acqua potabile, poca terra e poca energia, ed è per questo che tante aziende in Europa, Nord America e Sud Africa stanno investendo nella ricerca per ricavarne proteine e amminoacidi. In Belgio e in Olanda alcune specie si possono addirittura consumare ufficialmente e i consumatori di quei paesi li trovano nei supermercati sotto forma di hamburger, paste proteiche o integratori alimentari. In Italia, trent’anni fa, i consumatori guardavano con sospetto il sushi e probabilmente, tra venti, gli insetti commestibili si troveranno anche negli scaffali dei nostri supermercati. Sebbene alcuni crostacei si nutrano di pesci morti e in decomposizione e i maiali vivano nello sporco, sono ancora gli insetti, anche quelli che si nutrono solo di foglie fresche, ad essere motivo di disgusto, quando vengono abbinati al concetto di cibo. Forse qualcuno potrà assaggiarli anche a Milano, durante Expo, intanto si fa sempre più acceso il dibattito sui social network tra favorevoli e contrari.


IL CIBO DEL FUTURO - insetti commestibili
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I Capi di Stato e di Governo di 189 Paesi, riuniti nel 2000 al vertice di New York dell’ONU, sottoscrivendo la “United Nations Millennium Declaration”, hanno affermato la loro responsabilità verso l'intero Pianeta, ponendosi l’ambizioso obiettivo, entro il 2015, di ridurre in modo consistente la percentuale della popolazione mondiale che soffre la fame. La sfida per la comunità scientifica internazionale è rendere possibile l’aumento della produttività alimentare per mezzo di sistemi alimentari sostenibili, per garantire un’alimentazione sana, sicura e sufficiente per ogni essere umano. La FAO, sulla base di studi di prestigiosi enti di ricerca, suggerisce che gli insetti commestibili potrebbero avere un ruolo importante sia nell’alimentazione umana che in quella animale e rappresentare una risposta concreta alla sfida del millennio. Gli insetti rappresentano una fonte di proteine e amminoacidi più efficiente rispetto agli altri animali tradizionalmente allevati per l’alimentazione umana: a parità di proteine prodotte consumano quantità infinitamente più piccole di mangimi, di acqua potabile, di energia, producono meno gas serra e possono essere utilizzati per decomporre i rifiuti, senza entrare in competizione alimentare con gli stessi esseri umani.

Nutrirsi con gli insetti, inoltre, non costituisce una novità per l’uomo. La FAO conferma che attualmente gli insetti integrano la dieta di circa due miliardi di persone (poco meno di un terzo dell’intera popolazione mondiale) ed hanno sempre fatto parte dell’alimentazione umana. 

Per ulteriori informazioni consultare il sito  http://www.edibleinsects.it


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